“CARDIOCHIRURGIA: FIRMA ANCHE TU!”
In merito alla vicenda relativa al trasferimento della Cardiochirurgia del Sant’Anna Hospital di Catanzaro verso la Città di Cosenza, intendiamo sollecitare un’attenzione particolare dell’opinione pubblica al fine di giungere ad uno stralcio dal Piano Sanitario Regionale , recentemente approvato dalla Giunta Regionale, al fine di scongiurare che la Città di Catanzaro venga privata di una così importante Struttura Sanitaria .
Desideriamo allora su tale questione non solo riassumere i canoni della vicenda ma vogliamo porre all’attenzione pubblica e delle Istituzioni Regionali e Cittadine alcuni elementi, spunti e riflessioni che dovranno essere chiariti dal Dipartimento alla Salute della Regione Calabria .
Infatti se tale ipotesi dovesse essere assunta dal Consiglio Regionale della Calabria attraverso l’approvazione del nuovo Piano Sanitario Regionale, ebbene altro che scippo per Catanzaro, qui non si tratta dello sterile pennacchio burocratico rappresentato da questo o quell’Ufficio che andrebbe via, qui si stà scippando la Salute dei Cittadini non solo Catanzaresi ma dell’intera Provincia di Catanzaro.
Nella relazione dell’Assessorato Regionale alla Salute di presentazione al Nuovo Piano Sanitario Regionale vi è contenuto l’indirizzo politico di delocalizzare e trasferire parte dei Servizi resi dalla Cardiochirurgia del Sant’Anna Hospital di Catanzaro il tutto sarebbe stato concertato, si legge sulla stessa relazione, con l’AIOP, oltre che la relativa diminuzione e ridimensionameto dei Posti Letto per la Città di Catanzaro vista anche l’ipotesi di accorpamento delle due Aziende Ospedaliere “Pugliese-Ciaccio” e “Mater Domini” in un’unica Azienda Ospedaliera Pubblica.
Vogliamo allora entrare nello specifico e far capire ai Cittadini che un’Alta Specialità come la Cardiochirurgia per essere concepita ha bisogno di standard qualitativi e numerici dettati da specifiche Norme e Leggi dello Stato infatti per l’ istituzione di un’altra Specialità Cardiochirurgia occorre secondo il D.M. del 29 Gennaio 1992 in applicazione alla Legge N° 595 del 23/10/1985 che vi sia un bacino di utenza di 3-4 milioni di abitanti ( e la Calabria ne ha poco più di 2 milioni).
Da specifichequindi che tali Norme e Leggi dello Stato tengono fermamente conto dell’equazione :
ALTA SPECIALITA’ = PRODUTTIVITA’ = BACINO DI UTENZA
Tutto ciò serve a garantire il “ rapporto qualità – costo-benefici “ delle prestazioni erogate ed allora se si pensa che attualmente in Calabria sono già attive Due Strutture di Unità Operative di Cardiochirurgia come può pensare allora la Regione Calabria che parla tanto di razionalizzazione della Spesa Pubblica Sanitaria di smembrare un Servizio già esistente ed efficiente come quello di Cardiochirurgia del Sant’Anna Hospital di Catanzaro per poi delocalizzarlo trasferirne e crearne un’altra parte a Cosenza ?
In questa operazione esistono i canoni Costo – Beneficio previsti dalle leggi vigenti ?
Occorre allora rimarcare che attualmente la Regione Calabria senza impegno di risorse finanziarie dispone da sette anni di un centro di Cardiochirurgia provvisto di Pronto Soccorso attivo 24/24 h 365 giorni l’anno ed alla luce di tutto ciò la istituzione di altri Centri determinerebbe due effetti negativi :
1) la diminuzione dell’efficienza dei Centri esistenti per la riduzione degli interventi possibili;
2) lo spreco di capitali pubblici della Regione per organizzare altri Centri con il solo scopo di duplicare qualcosa che già esiste in Regione e che funziona bene.
Va inoltre detto che nel 2004 il Governo Regionale ha approvato il Piano Sanitario Regionale che riconosce alla Città di Catanzaro il
“ Centro Regionale Integrato di Cardiochirurgia “ sancito poi dalla Legge Regionale N° 11/2004(allegato 5) e dalla successiva Delibera di Giunta Regionale N° 116 del 15/02/2005 (all. 6) con la quale si regolamenta la istituzione della “ Cardiologia Interventistica “ a Cosenza ed a Reggio Calabria.
Queste nostre considerazioni trovano infine riscontro e sostanza anche nel Documento della Conferenza Stato – Regioni, delle Regioni sul Piano Sanitario Nazionale 2006-2008 approvato il 24/11/2005, laddove si legge testualmente :
“……….è da evitare nei Settori dell’Alta Specialità un sovradimensionamento dell’offerta che anche in questo caso comporterebbe il rischio ingiustificato dei volumi di spesa paradossalmente in quelle realtà che non dispongono di un bacino naturale di dimensioni adeguate…….”
Crediamo dunque che insieme e con l’aiuto della Cittadinanza delle Organizzazioni Sindacali, delle Istituzioni Cittadine e Provinciali, che si possa avviare una seria discussione con la Regione Calabria, affinché la Città di Catanzaro non si veda scippata della Cardiochirurgia del Sant’Anna Hospital a favore di Cosenza .
Ed a tal proposito sarà necessario far pervenire tramite questo BLOG messaggi a sostegno della NON Delocalizzazione della Cardiochirurgia del Sant’Anna Hospital che consegneremo in
petizione popolareal Presidente della Giunta Regionale ed all’Assessore Regionale alla Sanità.
Giampaolo Mungo Franco Barberio
In merito alla vicenda relativa al trasferimento della Cardiochirurgia del Sant’Anna Hospital di Catanzaro verso la Città di Cosenza, intendiamo sollecitare un’attenzione particolare dell’opinione pubblica al fine di giungere ad uno stralcio dal Piano Sanitario Regionale , recentemente approvato dalla Giunta Regionale, al fine di scongiurare che la Città di Catanzaro venga privata di una così importante Struttura Sanitaria .
Desideriamo allora su tale questione non solo riassumere i canoni della vicenda ma vogliamo porre all’attenzione pubblica e delle Istituzioni Regionali e Cittadine alcuni elementi, spunti e riflessioni che dovranno essere chiariti dal Dipartimento alla Salute della Regione Calabria .
Infatti se tale ipotesi dovesse essere assunta dal Consiglio Regionale della Calabria attraverso l’approvazione del nuovo Piano Sanitario Regionale, ebbene altro che scippo per Catanzaro, qui non si tratta dello sterile pennacchio burocratico rappresentato da questo o quell’Ufficio che andrebbe via, qui si stà scippando la Salute dei Cittadini non solo Catanzaresi ma dell’intera Provincia di Catanzaro.
Nella relazione dell’Assessorato Regionale alla Salute di presentazione al Nuovo Piano Sanitario Regionale vi è contenuto l’indirizzo politico di delocalizzare e trasferire parte dei Servizi resi dalla Cardiochirurgia del Sant’Anna Hospital di Catanzaro il tutto sarebbe stato concertato, si legge sulla stessa relazione, con l’AIOP, oltre che la relativa diminuzione e ridimensionameto dei Posti Letto per la Città di Catanzaro vista anche l’ipotesi di accorpamento delle due Aziende Ospedaliere “Pugliese-Ciaccio” e “Mater Domini” in un’unica Azienda Ospedaliera Pubblica.
Vogliamo allora entrare nello specifico e far capire ai Cittadini che un’Alta Specialità come la Cardiochirurgia per essere concepita ha bisogno di standard qualitativi e numerici dettati da specifiche Norme e Leggi dello Stato infatti per l’ istituzione di un’altra Specialità Cardiochirurgia occorre secondo il D.M. del 29 Gennaio 1992 in applicazione alla Legge N° 595 del 23/10/1985 che vi sia un bacino di utenza di 3-4 milioni di abitanti ( e la Calabria ne ha poco più di 2 milioni).
Da specifichequindi che tali Norme e Leggi dello Stato tengono fermamente conto dell’equazione :
ALTA SPECIALITA’ = PRODUTTIVITA’ = BACINO DI UTENZA
Tutto ciò serve a garantire il “ rapporto qualità – costo-benefici “ delle prestazioni erogate ed allora se si pensa che attualmente in Calabria sono già attive Due Strutture di Unità Operative di Cardiochirurgia come può pensare allora la Regione Calabria che parla tanto di razionalizzazione della Spesa Pubblica Sanitaria di smembrare un Servizio già esistente ed efficiente come quello di Cardiochirurgia del Sant’Anna Hospital di Catanzaro per poi delocalizzarlo trasferirne e crearne un’altra parte a Cosenza ?
In questa operazione esistono i canoni Costo – Beneficio previsti dalle leggi vigenti ?
Occorre allora rimarcare che attualmente la Regione Calabria senza impegno di risorse finanziarie dispone da sette anni di un centro di Cardiochirurgia provvisto di Pronto Soccorso attivo 24/24 h 365 giorni l’anno ed alla luce di tutto ciò la istituzione di altri Centri determinerebbe due effetti negativi :
1) la diminuzione dell’efficienza dei Centri esistenti per la riduzione degli interventi possibili;
2) lo spreco di capitali pubblici della Regione per organizzare altri Centri con il solo scopo di duplicare qualcosa che già esiste in Regione e che funziona bene.
Va inoltre detto che nel 2004 il Governo Regionale ha approvato il Piano Sanitario Regionale che riconosce alla Città di Catanzaro il
“ Centro Regionale Integrato di Cardiochirurgia “ sancito poi dalla Legge Regionale N° 11/2004(allegato 5) e dalla successiva Delibera di Giunta Regionale N° 116 del 15/02/2005 (all. 6) con la quale si regolamenta la istituzione della “ Cardiologia Interventistica “ a Cosenza ed a Reggio Calabria.
Queste nostre considerazioni trovano infine riscontro e sostanza anche nel Documento della Conferenza Stato – Regioni, delle Regioni sul Piano Sanitario Nazionale 2006-2008 approvato il 24/11/2005, laddove si legge testualmente :
“……….è da evitare nei Settori dell’Alta Specialità un sovradimensionamento dell’offerta che anche in questo caso comporterebbe il rischio ingiustificato dei volumi di spesa paradossalmente in quelle realtà che non dispongono di un bacino naturale di dimensioni adeguate…….”
Crediamo dunque che insieme e con l’aiuto della Cittadinanza delle Organizzazioni Sindacali, delle Istituzioni Cittadine e Provinciali, che si possa avviare una seria discussione con la Regione Calabria, affinché la Città di Catanzaro non si veda scippata della Cardiochirurgia del Sant’Anna Hospital a favore di Cosenza .
Ed a tal proposito sarà necessario far pervenire tramite questo BLOG messaggi a sostegno della NON Delocalizzazione della Cardiochirurgia del Sant’Anna Hospital che consegneremo in
petizione popolareal Presidente della Giunta Regionale ed all’Assessore Regionale alla Sanità.
Giampaolo Mungo Franco Barberio

1 commento:
Dal punto di vista strategico-logistico bisogna anche tener presente, per come è fatto il territorio calabrese la cui copertura non è proprio facile,che Catanzaro può vantare anche una struttura di eccellenza di cardiochirurgia presso il Policlinico Universitario. La zona reggina ha pur sempre il Policlinico di Messina vicino.Possibile che avere un Policlinico universitario all'avanguardia non interessi a nessun catanzarese per il quale esistono solo strutture alternative meglio ancora se sedi universitarie di altre regioni?
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